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Marco Ceruti nasce a Parma il 19 giugno 1947.

Conseguita la maturità scientifica presso il Liceo Scientifico Guglielmo Marconi, consegue nel 1972 la laurea con lode presso la facoltà di Medicina dell’Università di Parma e nel 1976 la specializzazione in Ginecologia ed Ostetricia col massimo dei voti, e in Patologia della Riproduzione Umana nel 1981. Fino al 2003, anno del suo pensionamento, si dedica presso l’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica della Università degli Studi di Parma, presso l’Ospedale Maggiore, alla attività clinica e alla didattica e alla ricerca, pubblicando oltre 100 tra articoli specialistici, monografie e relazioni congressuali, e contemporaneamente alla libera professione.

Nonostante gli studi scientifici, coltiva il suo interesse per la cultura classica, in pieno sodalizio con la moglie Anna Burgio, insegnante nei licei cittadini e che svolge attività di saggista pubblicando libri e articoli di ricerca storico-letteraria e filologica, di giornalista pubblicista (scrive per la “Gazzetta di Parma”), di scrittrice, poetessa e pittrice.

Significativo per la sua formazione artistica è l’incontro negli anni della scuola media col pittore Claudio Spattini, suo insegnante di disegno, che subito ne intuisce le doti naturali: Marco è il migliore della classe in disegno e i suoi chiaroscuri a matita dei capitelli dorico, ionico e corinzio, oltre a vari bucrani e a studi di prospettiva, vengono portati ad esempio per i suoi compagni. L'influenza di Spattini si manifesterà alcuni decenni dopo nella pratica pittorica.

Negli anni ‘80 la moglie Anna frequenta lo studio del pittore Dino Chiapponi per affinare la tecnica pittorica: questa circostanza sarà molto importante sia per la sua pittura (premi, riconoscimenti, mostre collettive e personali), sia per quella futura di Marco, che assorbirà dalla moglie le basi tecniche, teoriche e pratiche della pittura. Appassionati collezionisti, tappezzano le pareti di casa di opere soprattutto del secondo Novecento.

Marco inizia a riprendere il disegno, eseguendo ritratti a matita dei colleghi di lavoro, di piloti automobilistici (la sua passione per le auto è sempre viva), di personaggi pubblici, ma il lavoro lo assorbe totalmente e disegna solo a tempo perso.

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Nel 1995, stimolato dall'esperienza pittorica della moglie, inizia a dipingere: le sue prime opere sono acrilici su cartone o su tavola di ispirazione futurista.

Marco non si propone al pubblico, dipinge per sé stesso, ne prova intima soddisfazione e gratificazione.

 La prima occasione per presentare al pubblico i suoi lavori nasce nel 2002 dall'intenzione di aiutare l'associazione “Parma per la vita”, che sta costruendo un ospedale per mamme e bambini a Kumba, in Camerun: realizza la cartella di disegni “Zodiaco”, la cui vendita benefica ha riscosso apprezzamento di critica e pubblico.

Nel 2004 la prima mostra, “Segno e colore”, presso lo studio/galleria della moglie in piazzale Bertozzi, sede del Circolo culturale “Le Muse”, da lei fondato.

Dall'iniziale impronta futurista, Marco passa attraverso una breve esperienza cubista, anzi mescolando i due stili fa dei quadri cubo-futuristi.

 I suoi lavori sono tempere e acrilici su legno, cartone o tela. La sua pittura passa attraverso infiniti gradi di passaggio dalla raffigurazione della realtà all'idea astratta, che la nostra mente si fa di essa. L'ideazione puramente mentale di un concetto viene poi raffigurata.

Le caratteristiche principali della sua pittura sono due: la stratificazione del colore e la linea.

 La stratificazione del colore assume un'importanza fondamentale per evidenziare quello che si vuole risalti, che può anche essere piccolo e in secondo piano e può cambiare in corso d'opera o addirittura può permettere di realizzare opere diverse partendo dalla medesima idea.

Dalla stratificazione deriva la profondità, cioè la maggiore o minore importanza di quello che c'è dietro.

La linea, che separa le campiture, si integra con la stratificazione e permette la scomposizione e la ricomposizione, sia di ciò che viene raffigurato che dello spazio che lo circonda.

Nel 2006 presenta una cartella con dodici tavole illustranti “Le fiabe dei nonni”, esposte alla “Settimana della creatività” del Comune di Noceto.

 Nel 2007 un'altra cartella di litografie su “Le avventure di Pinocchio”, sempre in collaborazione col Comune di Noceto.

Ogni anno, in corrispondenza dell'anniversario della scomparsa di Anna, la ricorda, oltre che con opere di beneficenza, con una pubblicazione di suoi scritti o dipinti: in due di queste occasioni, nel 2014 e nel 2017, illustra due libri di sue poesie.

La profonda amicizia, stretta col pittore Thomas Arcari, li porta alla prima mostra insieme: “Informale o astratto?” nel 2018.

La pittura di Marco si è nel frattempo evoluta: ora è una pittura astratta che ben si integra con quella informale di Thomas.

Sempre nel 2018 le mostre “Musicali distorsioni/Poetiche astrazioni”(CHAOS ART GALLERY, Parma) e “Sette peccati capitali” (Società Parmense di Lettura e Conversazione, Parma). Nella sua pittura compaiono i materiali: cartone, legno, plastica, iuta, carta da pacchi, stracci, fogli di giornale, sabbia, ghiaia, gesso. E' una pittura materica, ora su tele di grandi dimensioni. Partecipa anche a svariate mostre collettive.

Nel 2020 è la mostra “Stati d'animo”, ancora alla Società Parmense di Lettura e Conversazione, e quella “Colori dell'autunno” nei locali del negozio Prima Visione (via Repubblica).

Due le donazioni effettuate nel 2021: il dittico “Proprietà edilizia”, per la sede della Associazione Proprietà Edilizia di Parma ( tecnica mista su tela, cm. 70x200), e “Croce Rossa”( tecnica mista su tela, cm.100x100 ) per quella della Croce Rossa Italiana- Comitato di Parma,

Altre due mostre nel 2022: “Ucraina” a Parma presso la sede dell'agenzia immobiliare “Le Case” (Strada XXII Luglio) e “Di-mostra (fatti d'arte)”, con Thomas Arcari, presso la “Galleria Arianna Sartori” di Mantova.

Nel medesimo anno dona all’Associazione di Montecastello di Neviano degli Arduini (PR) il “Coro di Montecastello”, una tecnica mista su tela, illustrante il logo dell’associazione.

 

Oggi la pittura assorbe quasi tutto il suo tempo, divenuta strumento e momento insopprimibile per veicolare le proprie emozioni.

 

Hanno scritto di lui Alessandro Grignaffini, Giuseppe Marchetti, Rino Tamani, Manuela Bartolotti, Stefania Provinciali, Katia Golini.

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